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Un poco in ritardo -d'altronde io mica ci lavoro sul blogghe- mi sembra doveroso fare menzione di quanto avvenuto a Palazzo Vecchio lunedì scorso. La cittadinanza onoraria è stata conferita ad Akbar Ganji, noto giornalista dissidente.
Come mai un noto anti democratico come me si pronunci in favore di un eroe, quasi martire, della democrazia è presto detto. La sua sorte è stata lo spettro della mia permanenza in Iran e più d'una volta ho sospettato che sarebbe morto entro breve; vedermelo davanti vivo e sorridente mi ha colmato di gioia. Quando qualcuno lotta per le sue idee è sempre degno di stima, anche se queste promuovono la truffa democratica che, se non altro, io mi permetto di criticare perché la vivo quotidianamente , godendo dei numerosi pregi che questa reca.
Sottolineo peraltro che l'appello di Ganji per la lotta alla democrazia presenta come punto chiave la necessità di una conquista propria degli iraniani e non un'imposizione esterna; comunque fortemente iraniano non si può esimere dal dichiarare che in nessun modo vorrebbe vedere il suo paese occupato da stranieri.
Resta da chiedersi quale sia il vero significato di questo gesto da parte di una giunta comunale, il cui interesse principale è tracciare linee di parcheggi a pagamento. La cittadinanza onoraria fu a suo tempo data a Batistuta perché faceva tanti gol; d'altro canto il Prof. Cassese nel suo discorso intorno alla figura del dissidente ha sostenuto l'esistenza di un regime Ahmadinejad come terzo regime dopo quello dello shah e di Khomeini. Mi duole molto constatare che un professore di diritto internazionale non sappia che la repubblica islamica fondata da Khomeini è la stessa guidata da Khamenei e che Mahmud è solo un piccolo presidente di scarso potere nel complesso sistema iraniano. Una figuruccia davanti a uno che per denunciare il coinvolgimento del rivale elettorale di Ahmadinejad in assassini politici si è fatto 6 anni di carcere. Speriamo non stesse ascoltando.
Mi auguro che Akbar Ganji si goda questo suo tour europeo e si gonfi i polmoni di aria libera, giacché già sull'uscio della sede della regione, martedì, dopo il conferimento del gonfalone d'argento (crepa d'invidia Batigol, questo non l'hai avuto), qualcuno mormorava "Questo, appena rimette i piedi in Iran lo rimettono dentro".
I pronostici che lo davano morto ad Agosto hanno sbagliato, magari toppano anche questi!

Pubblicato il 15/6/2006 alle 19.41 nella rubrica Diario.

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