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14 anni dopo

14 anni fa  scoppiava una bomba in via dei Georgofili a 1 isolato dalla casa secolare del ramo fiorentino della mia famiglia. Ero al primo anno di liceo e quel giorno invece che a scuola me ne andai a vedere che era successo. Per me, incosciente pischello di 14 anni era una cosa appassionante vedere tanta distruzione, scioccante ma grandiosa. Percepivo tutto il lato spettacolare che tanto entusiasma i ragazzi che giocano alla guerra. Io all'epoca, ero un po' così! Se ho imparato il serbocroato era perché volevo andare in Jugoslavia sotto le bombe... che cretino, vero? Poi sono andato, ho viaggiato, ho parlato e ho capito quel carico di dolore che si trascinano le guerre.
Eppure quella bomba che tanto ha danneggiato la mia città e la mia famiglia, l'avevo relegata in un angolo tra i racconti epici e non quelli dolorosi.
Stasera mia sorella fa uno spettacolo sull'evento occorso 14 anni fa e io sarò lì a riprenderla. Intanto ho seguito le prove e ho realizzato che sotto quelle macerie, di fianco all'ulivo posto a commemorazione, c'è ancora un carico di dolore che la città sembra avere accantonato!
Il 4 novembre 1966 è ricordato di continuo come la grande tragedia fiorentina; il 27 maggio 1993 non è impresso con la stessa profondità nella nostra memoria, perché?
Forse perché di attentati ce ne sono stati sette in quel periodo? Allora è una tragedia sì, ma da inserire in una statistica giornalistica!
Stasera in Pza della Signoria, "La ferita" mi ricorda che c'è una ferita in città, che ancora non è cicatrizzata!

Pubblicato il 26/5/2007 alle 12.5 nella rubrica Diario.

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